Categoria: emozioni

  • Quando la mente vuole capire, ma è il “corpo” che deve guarire

    Quando la mente vuole capire, ma è il “corpo” che deve guarire

    Ci sono momenti nella vita in cui fai tutto “giusto”.
    Hai lavorato su di te, hai capito tante cose, hai letto, parlato, analizzato.
    Eppure… qualcosa non cambia.

    Gli stessi schemi che si ripresentano.
    Le stesse relazioni che fanno male.
    La stessa sensazione di essere bloccata, come se stessi spingendo contro un muro invisibile.

    Ti è mai capitato? A me sì, e moltissime volte mi sono ritrovata a pensare “C’è qualcosa che non va in me”.

    Ma spesso la verità è un’altra.

    Non è che non hai capito abbastanza.

    È che il corpo non ha ancora lasciato andare.

    Ci viene chiesto di analizzare e comprendere tutto. Ma a volte non c’è da capire, c’è solo da lasciar andare, perché

    il corpo ricorda ciò che la mente ha dimenticato.

    Il nostro corpo non è solo un contenitore.
    È una memoria vivente.

    Ogni esperienza emotiva intensa lascia una traccia.
    Un’impronta sottile che si deposita nel sistema nervoso, nei tessuti, nelle cellule.

    Queste sono le memorie cellulari.

    Possono nascere da:

    • esperienze traumatiche personali
    • emozioni trattenute troppo a lungo
    • dinamiche familiari ripetute
    • storie che non sono iniziate con noi, ma che abbiamo ereditato da genitori e antenati

    Anche quando non le ricordiamo consapevolmente, continuano ad influenzarci.
    Nel modo in cui reagiamo.
    Nel modo in cui ci relazioniamo.
    Nel modo in cui ci permettiamo – o meno – di ricevere abbondanza, amore, possibilità.

    Perché “capire” non basta

    Viviamo in una cultura che ci ha insegnato a risolvere tutto con la testa.
    Analizzare. Dare un nome. Capire l’origine.

    Ed è importante. Ma non è sufficiente.

    Perché molte memorie non vivono nel linguaggio.
    Vivono nelle sensazioni, nel respiro che si blocca, nel petto che si chiude, nel corpo che va in allerta senza un motivo apparente, nelle cose che “non funzionano”, nelle situazioni che non si sbloccano.

    Ed è qui che entra in gioco il respiro.

    Il respiro come chiave di accesso

    Il respiro consapevole non è una tecnica “soft”.
    È uno degli strumenti più diretti e potenti che abbiamo per dialogare con il corpo.

    Attraverso il respiro il sistema nervoso si regola, il corpo si sente al sicuro, ciò che è pronto ad emergere, emerge.

    Non forzi nulla.
    Non rivivi nulla per obbligo.
    Crei semplicemente lo spazio perché il corpo faccia ciò che deve fare: rilasciare.

    A volte il rilascio è leggero.
    A volte è intenso.
    Può arrivare come emozione, come ricordo, come sensazione fisica.

    Quante lacrime e quanta rabbia sono uscite da me la prima volta che ho praticato questa respirazione.

    Non me l’aspettavo, non sapevo di portare dentro quelle emozioni, quel dolore, quei blocchi…

    E, credimi, è stato meraviglioso buttare fuori tutto. È stato potente, è stato liberatorio, è stato un sollievo da pesi che mi portavo dietro da sempre.

    Tutto è parte del processo.

    Tornare a sé non è diventare “qualcosa in più”

    C’è un equivoco enorme nel mondo della crescita personale:
    l’idea che dobbiamo aggiungere sempre qualcosa.

    Più sicurezza.
    Più forza.
    Più fiducia.

    Ma spesso il vero lavoro è togliere.

    Togliere ciò che non è nostro.
    Le paure apprese.
    Le credenze ereditate.
    I ruoli che abbiamo indossato per sopravvivere.

    Quando questi strati si sciolgono, non “diventi” qualcuno.
    Ritorni a te.

    Ed è da lì che possono emergere:

    chiarezza sul tuo scopo

    una sensazione di direzione

    una relazione diversa con l’abbondanza

    una realizzazione più autentica.

    Non perché hai fatto di più.
    Ma perché non stai più trattenendo.

    Ascoltare il momento giusto

    Non tutti i percorsi sono per tutti.
    E non tutti i momenti sono adatti.

    Ma quando senti quella chiamata silenziosa –
    quel “forse è il momento” che non sai spiegare –
    di solito non arriva per caso.

    Corpo e Anima sanno quando sei pronta.
    Il respiro è solo la porta.

    Se mentre leggi senti che qualcosa dentro si muove, non ignorarlo.
    Forse non è il momento di capire di più, ma di lasciare andare.

    RESET 12 è uno spazio sicuro di 12 giorni per farlo, attraverso il respiro e il corpo.
    Non per diventare qualcun altro.
    Ma per tornare a te, un respiro alla volta.

    👉 Scopri RESET 12 qui.

  • “EH MA IO SONO FATTA COSÌ”… NE SEI SICURA?

    “EH MA IO SONO FATTA COSÌ”… NE SEI SICURA?

    “Riprogrammando la tua mente puoi ottenere cambiamenti reali”
    “Tanto ormai sono fatta così”

    Due punti di vista, uno potenziante e l’altro mortificante… ma ognuno dei due (sì, anche quello potenziante!) ha in sé dei limiti.
    Ti dico perché.


    “RIPROGRAMMANDO LA TUA MENTE PUOI OTTENERE CAMBIAMENTI REALI”.

    Quando qualcosa nella tua vita non va come dovrebbe andare, sono la prima a dirti che dipende tutto da te e che devi riprogrammare alcune informazioni archiviate dentro di te; ma se ci riferiamo ad una riprogrammazione solo della mente razionale, possiamo ottenere buoni risultati ma difficilmente saranno trasformativi e radicali.

    Sono fermamente convinta che sia fantastico e necessario allenarsi ogni giorno al giusto pensiero e al giusto atteggiamento, quindi quello che hai fatto finora o stai facendo in tal senso non può che essere positivo! Ma:

    A) agire SOLO sulla componente mentale è limitante, perché tu non sei fatta solo di una parte razionale, sei anche un corpo fisico, un corpo spirituale, uno energetico e uno emozionale.
    Se non  coinvolgi nella trasformazione tutti i livelli di cui sei costituita, il risultato o il cambiamento eclatante lo vedo un po’ difficile. Stessa cosa se sei una professionista olistica e ti occupi di altre persone, il discorso vale anche per loro.

    Ogni livello della persona è strettamente connesso agli altri e l’equilibrio / salute di uno incide su quella di tutti gli altri. La componente emozionale è quella che più di tutte va coinvolta nel processo di riprogrammazione. E quando ti parlo di componente emozionale non mi riferisco alla giornata occasionale di luna storta o al fatto che una persona sia particolarmente sensibile o che in pre-mestruo piangi come una creatura o ti trasformi in un T-Rex incazzato.

    Mi riferisco a tutta quella serie di informazioni, programmazioni, credenze, schemi mentali che sono archiviati nel tuo sistema limbico e che in qualche modo ti impediscono di stare bene oppure di realizzarti ed essere felice.

    B) inoltre sappi che cercare di riprogrammarti solo a livello razionale è limitante perché SE LA MENTE CONSCIA E QUELLA INCONSCIA NON SONO ALLINEATE NON CAMBIA NULLA.

    Se a livello conscio cerchi di fortificare un certo pensiero / atteggiamento (ad esempio “posso essere ricca”, “mi amo”, “sono una professionista eccellente”…) ma a livello inconscio c’è programmata / archiviata un’informazione diversa, purtroppo sappi che prevale quella inconscia (non sarò mai ricca, non mi amo, non sono abbastanza brava…) e i TUOI SFORZI POSSONO ESSERE VANI.

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    Passiamo alla seconda frase messa sotto inchiesta in questo articolo:
    “TANTO ORMAI SONO FATTA COSÌ”

    è una delle cose più mortificanti che sono costretta a sentire nel mio lavoro.
    Mortificante perché so con certezza che in ognuno c’è un potenziale illimitato e perché so che è possibile riprogrammare anche la parte inconscia.

    Non lo dico io, lo hanno ampiamente dimostrato lo studio della “biologia delle credenze” e le neuroscienze.

    Non ti dico che ci sia una bacchetta magica in grado di trasmutare in un istante tutto ciò che di negativo è programmato dentro di te (o dentro i tuoi clienti se sei un professionista del benessere), ma ti garantisco che è assolutamente possibile attuare una riprogrammazione reale e radicale.

    Concediti l’opportunità di NON arrenderti ai tuoi “tanto ormai sono fatta così” e quando senti i tuoi clienti usare questa espressione, riporta loro che invece esiste una grande opportunità di guarigione e cambiamento per tutti.
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    LA SOLUZIONE:

    – L’aromaterapia è una disciplina che agisce ad ampio spettro, in visione olistica; è in grado di agire cioè contemporaneamente sul piano fisico, mentale, emozionale, energetico e spirituale.

    – Essendo gli oli essenziali sostanze con azione “intelligente e discriminante” sanno individuare benissimo le parti “deficitarie” e ricreare gli equilibri necessari.

    – Sono attivatori di processi quindi non forzano nulla dentro di te ma inducono il tuo corpo (fisico e non) all’auto-guarigione e all’auto-regolazione. Ecco perché i risultati che ti portano sono più duraturi di molte altre tecniche o rimedi.

    – Gli oli essenziali dialogano con il sistema limbico, sede di credenze limitanti e linee guida mentali negative, e riprogrammano le informazioni archiviate. Sostituiscono quelle negative con nuove informazioni potenzianti. Mentre tu riprogrammi la parte razionale con la parte conscia, grazie agli oli essenziali riprogrammi consapevolmente anche la parte inconscia.

    I risultati tangibili arrivano proprio perché in questo modo si va ad allineare la parte inconscia a quella conscia, e a quel punto tu automaticamente sei in grado di richiamare successo, abbondanza economica, amore, quello che desideri, oppure manifestare realmente amore per te stessa, considerarti realmente una brava professionista e riconoscere i tuoi talenti, eccetera.
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    È DIFFICILE UTILIZZARE GLI OLI ESSENZIALI A TALE SCOPO?

    Più o meno come bere un bicchiere d’acqua. È la cosa più semplice del mondo (impegno minimo sindacale di un minuto al giorno, non hai più scuse).

    La parte più difficile è essere costanti (ma si parla di un mesetto, quindi ce la possiamo fare tutti!) e soprattutto non farsi fregare dalle “resistenze”.

    Yes, resistenze. Cosa sono?

    Il tuo sistema limbico (beh, quello di tutti, ma mi piace rivolgermi a TE, perché sei qui in questo momento per un motivo preciso, perché È il TUO momento per essere qui)…

    Dicevamo, il tuo sistema limbico, volendo riassumere al massimo il concetto, non ti vuole felice, vuole solo che tu sopravviva. Non è stronzo, è un basilare meccanismo di sopravvivenza, è il sistema deputato alla tua sopravvivenza fisica e si limita ad archiviare informazioni, non le elabora, non ci ragiona, non gliene frega niente a lui di capire cosa ti rende felice, sana e realizzata.

    Il problema del sistema limbico è che non essendo in grado di elaborare le informazioni e discernere, va in panico ogni volta che si presenta qualcosa di nuovo, a lui sconosciuto. A quel punto attiva le resistenze. E purtroppo lo fa anche se quel “nuovo” che sta per arrivare è in realtà più adatto a te e in linea con la tua essenza autentica.

    Vuoi un esempio?

    Ne hai le palle piene di fare la segreteria. È 25 anni che lavori in ufficio, non sopporti più nulla di quel mondo e senti finalmente il richiamo ad inseguire un tuo sogno: aprire un piccolo (e ovviamente bellissimo) negozio di fiori (ti sto facendo degli esempi, buttaci dentro il tuo lavoro attuale che detesti e il sogno che vorresti realizzare…).

    Appena ti azzardi a prendere questa decisione coraggiosa e ti senti pronta per dare le dimissioni, ti arrivano in testa come una badilata pensieri del tipo:

    – ma sono sicura di quello che sto facendo?
    – è un passo troppo azzardato
    – di questi tempi meglio stare al sicuro con un posto fisso
    – sai che responsabilità avere un’attività in proprio?
    – sarò in grado di farcela?
    – e se andasse male?
    – chissà cosa penserebbe la gente di me
    – ho paura di fallire
    – ho paura di non essere all’altezza
    – non sono mai stata una brava venditrice
    – non potrò mai competere con fioristi che hanno il negozio avviato da tempo

    Mi fermo, che ne dici?

    Queste si chiamano resistenze e fanno sfumare coraggio e motivazione.

    Questo è un meccanismo di protezione che il sistema limbico mette in azione davanti a ciò che non conosce; in sostanza lui sa solo che come impiegata riesci a sopravvivere, e ti ricordo che non gliene frega niente se fare l’impiegata ti rende infelice o esaurita.

    E come si manifestano in maniera subdola le resistenze, durante un protocollo psico-emozionale di tipo aromaterapico? In che modo una resistenza inconscia può intervenire nel semplice gesto di inalare un olio essenziale ogni giorno per alcuni giorni?

    Nella maniera più semplice del mondo: facendoti dimenticare di applicare quotidianamente l’olio essenziale con cui stai facendo il protocollo. Taaac, fregata in un attimo.

    Sono necessari almeno 21 giorni per creare una nuova sinapsi neuronale, una nuova modalità di pensiero e di atteggiamento. Se interrompo il protocollo per un giorno interrompo la riprogrammazione.

    “Sarò mica così “sfigata” da dimenticare una cosa così semplice? Sì… cioè no… cioè no non sei una sfigata, ma sì te ne puoi dimenticare, perché l’essere umano agisce consciamente solo per il 5% della sua vita (cit. neuroscienze). Per il 95% della nostra vita facciamo cose in automatico secondo le programmazioni inconsce. E quel 95% contiene elementi che ti spingono a dimenticarti del protocollo.

    Le resistenze sono toste (…sono stronze, chiamiamo le cose con il loro nome); mi è capitato di dimenticare l’applicazione dell’olio essenziale pure avendo la boccetta sul comodino, il post-it fluorescente sullo specchio del bagno e il promemoria con allarme sul cellulare. Per dire.

    C’è molto da dire su sistema limbico, su credenze limitanti inconsce e schemi mentali.

    Dietro a qualsiasi cosa che non va bene nella tua vita (lavoro, finanze, amore, salute, realizzazione personale ecc.) c’è un elemento inconscio che a tua insaputa condiziona ciò che sei, ciò che pensi di essere, condiziona ciò che scegli, condiziona completamente la tua vita; ti allontana dalla tua essenza più autentica e ti impedisce di realizzare ciò che sei e lo scopo per cui sei qui.

    C’è molto da dire su tutto questo e soprattutto c’è molto da dire sulle opportunità di vita (a 360°) che puoi attirare a te nel momento in cui smantelli quegli elementi inconsci limitanti.
    E l’aromaterapia è uno dei rimedi più efficaci e potenti per attuare una simile trasformazione.

    Ti invito ad approfondire questo straordinario campo di applicazione degli oli essenziali, il loro potere trasformativo ti sorprenderà.

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  • IL GELSOMINO, LO ADORO! …AH NO SCUSA, MI FA SCHIFO

    IL GELSOMINO, LO ADORO! …AH NO SCUSA, MI FA SCHIFO

    Prima che io aggiungessi l’olio essenziale di gelsomino alla mia scorta personale (casa rigorosamente invasa dalle boccette), la mia vicina di casa decise di acquistarlo.

    Ricordo benissimo tutto: sono da lei per un aperitivo e per conoscere il gelsomino; prendo in mano la boccetta e la avvicino al naso.

    Non ti nascondo che ero un pelino prevenuta perché la “roba floreale” generalmente mi sa di profumo per vecchia (ricordi di infanzia archiviati nel sistema limbico).

    Avvicino la boccetta al naso praticamente con la stessa rilassatezza di uno che sta disinnescando una bomba, e…

    Gli occhi si spalancano! Ma soprattutto il cuore si spalanca!

    Innanzitutto non sa di profumo per vecchia! È la cosa più buona del mondo! (ma aspetta a cantar vittoria)

    Ma la cosa più importante è che in tempo zero mi ha letteralmente aperto il cuore e poi l’ha riempito di qualcosa di bellissimo.

    Onestamente non so in quale altro modo descriverlo quel momento; un mix di senso di pienezza, di gioia e di amore, esploso in un attimo.

    Ordino immediatamente Gelsomino. Ovvio.

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    Dal momento dell’ordine il tempo sembra non passare mai; guardo almeno tre volte al giorno la posta elettronica alla ricerca dell’e-mail del corriere che mi avvisa della consegna imminente.

    Non vedo l’ora di rivivere quella sensazione di pienezza, gioia e amore così intensa.

    Finalmente, il settimo giorno, BRT suona il campanello.

    Apro la porta e mi lancio fuori tra le braccia del corriere con lo stesso entusiasmo di una ragazzina degli anni 90 che si trova davanti ai Take That.

    Benedico l’uomo col berretto e gli strappo dalle mani il MIO gelsomino.

    Corro in casa, apro il pacchetto (potrei creare più suspence ma te la faccio breve), apro la boccetta, e…

    Hai presente i gatti quando devono vomitare la pallina di pelo? Ecco, io, uguale.

    Figata. 100€ di 5ml, tra l’altro.

    Mamma santa che male che ci sono rimasta. Non tanto per i 100€ (beh, oddio…) ma perché faceva veramente schifo. Anziché riempirmi il cuore, sto benedetto gelsomino mi stava per svuotare lo stomaco.

    Suono il campanello della vicina di casa. “Chiccaaa, il mio gelsomino è difettoso! Fammi sentire il tuo!

    “… Ah no, come non detto, fa cagare anche il tuo.”

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    Cos’è successo tra me e il Gelsomino? Perché l’ho adorato alla prima annusata e sono rimasta disgustata alla seconda?

    Ci sono un po’ di cose da dire in merito.

    Innanzitutto le cellule dei recettori olfattivi si rigenerano continuamente e quindi già da questa base di partenza capiamo che qualcosa nella percezione che abbiamo degli odori, dei profumi, può cambiare nel tempo. Probabilmente non era il mio caso, perché era passata solo una settimana circa e quindi il rinnovamento dei recettori non era ancora avvenuto, ma è giusto che tu sappia come funziona la cosa.

    L’elemento che invece può aver influito sul mio “cambio di gusti” sul gelsomino è legato al fatto che le nostre preferenze olfattive possono essere influenzate da molti fattori, di tipo fisiologico ma anche mentale ed emozionale. Può esserci uno stato d’animo di un certo tipo, una condizione emotiva o un umore diverso tra la prima e la seconda volta in cui ho ascoltato Gelsomino.

    Ma possono influire anche le allergie, i raffreddori o le influenze, i farmaci o diverse condizioni ormonali; questi sono altri fattori che possono influenzare la nostra percezione olfattiva.

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    Situazione un po’ diversa se ascolti un olio essenziale con un certo intento, focalizzata su un argomento specifico.

    Se avessi ascoltato gelsomino con un intento specifico all’interno di un test olfattivo, la reazione “gatto che vomita la pallina di pelo” avrebbe assunto un altro possibile significato.

    Un significato piuttosto interessante, visto che l’olio essenziale di gelsomino “parla” di accettazione (e non) di sé.

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    Attraverso il sistema olfattivo le molecole degli oli essenziali raggiungono in un quarto di secondo il sistema limbico, sede di credenze inconsce, di schemi mentali, di elementi negativi e sfavorevoli. Del tipo, “non sono brava”, “non mi amo”, “non valgo abbastanza”; ecco, cose del genere sono archiviate nel sistema limbico.

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    E cosa accade con gli oli essenziali? Accade che ogni essenza contiene una certa informazione energetica, ogni essenza ha un certo significato archetipale, e quindi nel momento in cui raggiunge il sistema limbico, risuona (o meno) con ciò che ci trova archiviato. L’olio essenziale di gelsomino contiene un’informazione correlata all’accettazione di sé, all’amore per se stessi? Bene, quell’informazione si confronterà con quella archiviata nel sistema limbico.

    Il tipo di reazione che hai davanti ad un olio essenziale può rivelare se in te è presente una disarmonia, un elemento inconscio negativo che in qualche modo ti sta condizionando o limitando in uno o più ambiti della tua vita.

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    Non voglio ridurre il valore e l’importanza del test olfattivo ad un “ok, ascolto un olio, se non mi piace ho una disarmonia”; il test olfattivo è una consulenza vera e propria che ti aiuta ad individuare i reali elementi (inconsci) che ti impediscono di stare bene o di raggiugere un certo obiettivo (lavoro, salute, amore, denaro…).

    È una consulenza che puoi anche fare a te stessa, avendo a disposizione alcuni oli essenziali. Un auto-test che ti permette di rivelare gli elementi inconsci limitanti ma anche di affrontarli e smantellarli concretamente attraverso i protocolli psico-emozionali.

    Mese dopo mese, protocollo dopo protocollo, puoi trasformare in completa autonomia la tua vita (o quella degli altri, se sei una professionista del benessere), scegliendo di volta in volta le essenze di cui hai bisogno per raggiungere un certo obiettivo, un cambiamento, una guarigione…

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    In un test olfattivo si ascoltano alcuni oli e si ascolta cosa accade dentro di sé.

    Con gli oli essenziali si entra in profondità grazie ad un dialogo autentico che avviene tra di loro e l’inconscio.

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    Che fine ha fatto il mio gelsomino?

    Ovviamente l’ho ascoltato in un momento successivo, con intenzione chiara su una certa tematica, volevo togliermi il pensiero in merito alla non accettazione di me in un certo settore della mia vita… e… mi è piaciuto! Allarme rientrato, per ora (domani è un altro giorno e noi siamo esseri in continua evoluzione, potrei non aver bisogno di gelsomino oggi ma tra un po’ di tempo sì).

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    La cosa che NON devi mai fare, gelsomino o altro che sia, è sbarazzarti di un olio essenziale che non ti piace; ricerca semmai informazioni in merito alle sue caratteristiche.

    Magari non lo trovi molto gradevole olfattivamente parlando e non hai intenzione di usarlo come profumo (ci sta), ma ricorda che ogni olio essenziale (di qualità!) è sicuramente in grado di sostenerti in diverse occasioni, quindi lo puoi usare all’occorrenza anche se non ami il suo aroma.

    Sia per occuparti del tuo corpo fisico, sia di quello mentale ed emozionale.

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    Non sottovalutare nemmeno l’influenza di un olio essenziale sul piano psico-emozionale, potrebbe rivelarti qualcosa di interessante su te stessa ma soprattutto materializzare dentro di te il cambiamento di cui hai bisogno.

    Grazie agli oli essenziali puoi generare grandi trasformazioni e superare tutti i limiti auto-imposti.

    Scopri molto altro su questo argomento, cliccando qui.

    Ti abbraccio e ti auguro il cambiamento che desideri.

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  • SEMPLICE ESERCIZIO AROMATICO ANTI-STRESS

    SEMPLICE ESERCIZIO AROMATICO ANTI-STRESS

    Ah l’estate, le vacanze, il mare, il relax… Mah, sarà che non vado in vacanza, sarà che le grida dei bambini in piscina mi irritano sempre di più anno dopo anno, sarà che le zanzare mi trovano particolarmente sfiziosa, ma tutto sto relax a me l’estate non lo porta.

    E comunque, tolti i 7-15 giorni di vacanza, per le rimanenti settimane della frizzante stagione estiva gli smazzi ordinari della vita quotidiana se li devono smazzare un po’ tutti, o sbaglio?

    Cioè voglio dire, sarà anche estate e il sabato vai a pucciare i piedi in acqua (supponendo che ti piaccia l’affollamento estivo di piscine e lidi), ma da lunedì a venerdì hai lavoro, bollette, faccende di casa, vicini che rompono le palle, clienti aggressivi e incazzosi (perché evidentemente neanche per loro l’estate è tanto rilassante), figli che crescono e preoccupazioni nuove che arrivano… Mi fermo qui, sennò ti rendo di cattivo umore, e non è certo questo l’intento del mio articolo.

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    Forse abbiamo l’idea di un tempo dell’estate, di quando eravamo bambini; la scuola era chiusa e ti facevi davvero una vacanza quasi interminabile. Perfino l’ultimo giorno di scuola era a tutti gli effetti il primo giorno di vacanza. Che festa ogni anno. Ma da adulto è tutto diverso, anzi forse ti devi pure smazzare di più perché la scuola è chiusa e non sai dove piazzare i figli mentre vai al lavoro. E così, questa frizzante e vitale stagione la vedi scivolare via senza godertela, altro che pareo, infradito, cazzeggio e relax.

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    Ma poi, mi chiedo, c’è una stagione in cui riusciamo a vivere pienamente il momento presente? E stagioni a parte, quanti giorni all’anno riusciamo a non farci totalmente prosciugare dal nostro essere sempre multitasking?

    Lo stress può avere tante origini diverse, anche le cose più semplici e banali per qualcuno possono essere stressanti. Io detesto restare imbottigliata nel traffico, dopo 200 metri di colonna inizio a sbuffare, ai 300 metri sono già in modalità t-rex in pre-ciclo.

    Una mia amica detesta cucinare, e per lei il momento più stressante della giornata è quello in cui si deve mettere ai fornelli per preparare la cena (a pranzo riesce a tenere bassi i livelli di cortisolo perché se la cava con un tramezzino).

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    Piccole e grandi cose possono portare stress, e a volte non riconosciamo consapevolmente di essere stressati o di avere tensioni nel corpo finché non ci prendiamo quel momento per respirare e ascoltarci.

    Il piccolo “esercizio” che ti propongo oggi non ha solo a che fare con la pratica dell’autoconsapevolezza e con il riconoscimento dei fattori scatenanti dello stress, ma riguarda anche la capacità di essere attivi, positivi e costruttivi rispetto a questi fattori.

    Lo hai già sicuramente sentito dire: lo stress non è ciò che ci accade nella vita, ma il modo in cui PERCEPIAMO ciò che ci accade nella vita, e il modo in cui REAGIAMO; e non è da sottovalutare neanche l’importanza di comprendere perché abbiamo ATTIRATO o SCELTO quella fonte di stress (nulla accade per caso, facciamocene una ragione).

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    Voglio farti fare questo esercizio, puoi prenderlo come piccola sfida settimanale da fare ogni giorno per aiutarti a ridurre lo stress e imparare (o ricominciare) a goderti appieno il momento presente.

    Voglio aiutarti a riprendere in mano il tuo tempo e a rallentare lo scorrere frenetico e velocissimo delle tue giornate. L’esercizio richiede pochi secondi ed è estremamente semplice, ma farà una notevole differenza nel modo in cui ti senti, nella tua capacità di rallentare e assaporare un po’ di più i momenti della tua vita.

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    Chiediti “Quando mi sento più irritabile / stressata durante il giorno? Quando sembra che il mio battito cardiaco aumenti? Quando mi sento più agitata o sopraffatta dalle emozioni negative?”

    Da oggi per una settimana imposta una sveglia 15 minuti prima di quel momento stressante della giornata.

    Non sai esattamente quale sia quel momento? Oppure varia di giorno in giorno? In questo caso puoi impostare una sveglia 3 volte al giorno, scegli tu gli orari, ti consiglio di impostarne una al mattino, una al pomeriggio e una alla sera.

    Quando suona la sveglia, interrompi ciò che stai facendo e prenditi un minuto per afferrare una boccetta di olio essenziale (tra poco ti dirò quale) e respirare le sue molecole.

    Quando l’allarme suona versa sul palmo della mano una o due gocce dell’essenza scelta, strofina leggermente i palmi tra loro, metti le mani a coppetta davanti a naso e bocca e respira profondamente dai palmi per una trentina di secondi.

    Tutto qui? Yes.

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    Perché questo esercizio?

    1. Prendendoti questo break aromaterapico permetti al tuo sistema nervoso di rilassarsi e di non reagire negativamente d’impulso al fattore scatenante lo stress.
    2. Il sistema olfattivo e il cervello limbico sono direttamente connessi, e quando inspiri un olio essenziale, le sue molecole interagiscono con le emozioni negative promuovendone il rilascio. Un olio essenziale è in grado di “RIPROGRAMMARE” il tuo stato d’animo, il tuo atteggiamento e riportare una sensazione di pace interiore.
    3. Vengono rilasciati neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina, e si promuove così un senso di calma e benessere.
    4. Si possono abbassare i livelli di cortisolo e ridurre la confusione e l’incapacità di discernimento che contraddistingue chi è sopraffatto dallo stress. Gli oli essenziali sono in grado di promuovere chiarezza, lucidità, concentrazione, focus, quiete mentale.

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    NON SAI QUALE OLIO ESSENZIALE USARE?

    Dovresti sceglierne uno che TU trovi piacevole dal punto di vista olfattivo e calmante.

    La preferenza verso alcuni oli essenziali piuttosto che altri varia da persona a persona perché ognuno di noi ha ovviamente dei gusti individuali, ma anche percezioni diverse e diverse associazioni nella memoria tra profumi ed esperienze vissute.

    Ciò che è piacevole e calmante per me potrebbe non essere anche nelle tue corde, ma sicuramente ti posso aiutare ad individuare 12 tra gli oli essenziali che più facilmente agiscono con azione calmante sul sistema nervoso grazie ai costituenti chimici di cui sono composti. Poi, ciascuno, ha caratteristiche e proprietà specifiche che lo differenzia dagli altri. E qui arriva il bello della ricerca personale e della sperimentazione.

    Dunque, eccoti

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    12 OLI ESSENZIALI “ANTISTRESS”

    Abete nero (gli abeti in genere sono ottimi)

    Arancio

    Bergamotto

    Camomilla

    Cipresso

    Elicriso

    Incenso

    Lavanda

    Legno di cedro

    Legno di sandalo

    Limone

    Ylang ylang

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    Oggi ti racconto qualcosa sull’olio essenziale di Legno di cedro e di Cipresso perché sono due dei miei preferiti (non tanto per l’aroma bensì per le proprietà straordinarie).

    LEGNO DI CEDRO

    L’olio essenziale di Legno di cedro è uno di quelli per me più confortanti, e pensare che la prima volta che l’ho annusato l’ho trovato a dir poco nauseante!

    È un’essenza importante quando sei sotto pressione, per diversi motivi. Induce uno sguardo più elevato, donando stabilità e apportando maggiore saggezza e consapevolezza del proprio cammino. È un alleato prezioso nei momenti in cui veniamo messi a dura prova, ci restituisce la vitalità e l’energia necessarie per affrontare le sfide della vita con fermezza, decisione e perseveranza.

    Questo olio non solo aiuta a gestire gli istinti, favorendo chiarezza e presa di coscienza, ma è anche conosciuto per i suoi effetti antidepressivi e calmanti. È un rimedio naturale per alleviare stati d’ansia e tensione, rendendolo ideale per chi cerca equilibrio emotivo e serenità interiore.

    L’olio essenziale di Legno di cedro è quindi un potente supporto per chi desidera vivere una vita più centrata e consapevole, abbracciando con serenità e saggezza ogni fase del proprio percorso.

    Se poi vogliamo buttarci dentro anche una proprietà benefica un po’ più frivola, sappi che questo olio essenziale è uno dei migliori alleati per avere capelli sani e belli (…a proposito… Leggi l’articolo “La magia degli oli essenziali per i capelli” e SCARICA la GUIDA GRATUITA “Oli essenziali per la salute e la bellezza dei capelli”!)

    CIPRESSO

    E del Cipresso cosa possiamo dire? In che modo ci è di aiuto quando siamo stressati?

    Questo olio essenziale si distingue per la sua capacità di elevare lo spirito ma al tempo stesso radicare fortemente a terra.

    Ti aiuta a riprendere il contatto con te stessa, ti spinge verso l’introspezione, ma aiuta anche a placare i turbamenti emotivi e consolare il pianto dell’anima.

    Grazie alla sua azione calmante, il cipresso armonizza gli eccessi, dona pazienza e serenità, e possiamo considerarlo un valido aiuto nei casi di depressione e stanchezza. Questo olio essenziale aiuta a dirigere l’attenzione su ciò che è prioritario nella vita e migliora la capacità di discernimento, la capacità di ascoltarci e capire qual è il nostro bene supremo, capire cosa va cambiato e cosa va accettato e lasciato andare.

    Inoltre il cipresso rafforza l’autostima e ci aiuta a non essere influenzati dal giudizio altrui, proprio perché, come detto, ci radica e ci eleva.

    È un’essenza protettrice, ridona uno scopo quando il senso della vita sembra sfuggire e offre un sostegno prezioso anche in caso di scelte importanti.

    Non hai scelte importanti da prendere? Beh, più semplicemente il Cipresso ti aiuta a sopravvivere alla frenesia e allo stress di tutti i giorni!

    Devi sapere inoltre che Legno di Cedro e Cipresso sono anche due tra gli oli essenziali considerati più “SPIRITUALI”, dunque quando avrai tra le mani queste preziose boccette, sappi che possono essere molto più che dei semplici anti-stress; sappi che contengono delle molecole in grado di facilitare l’elevazione della tua Anima e risvegliare il tuo Potere personale, in grado di farti sentire parte del Tutto, di farti percepire il senso di pienezza.

    Gli oli essenziali sostengono la tua evoluzione, la tua realizzazione, nutrono la tua essenza e il tuo essere spirituale.

    La spiritualità è importante perché ci riconduce a noi stessi, perché ha a che fare con la ricerca di significato e scopo nella vita; perché ci spinge a comprendere come possiamo contribuire al benessere degli altri, al nostro e alla nostra realizzazione.

    Queste parole ti risuonano dentro? Leggi l’articolo “9 OLI ESSENZIALI CONSIDERATI TRA I PIÙ SPIRITUALI”, forse la tua anima ti sta dicendo che è il momento di nutrire quella parte di te.

    E nel frattempo scegli uno di questi 12 oli “anti-stress” e inizia a sperimentare e scoprire quali essenze sono perfette per farti rallentare, per farti assaporare meglio la vita, per farti restare nella straordinarietà dei qui e ora.

    Buon relax (e buona evoluzione)